La nuova civiltà digitale” è un libro che ho acquistato con il Corriere della Sera la scorsa settimana in edicola.

Negli ultimi due anni ho letto (e continuo a leggere per i miei studi in divenire) molti testi e articoli scientifici rispetto alla “società digitale”. Dato che nel 90% dei casi le fonti sono anglosassoni, sento il bisogno di approcciarmi anche a delle riflessioni “made in Italy”.

Partendo dalle considerazioni sulla questione ambientale, gli autori affrontano argomenti quali il lavoro, la cultura, l’informazione, la sicurezza.

Sottolineano l’esigenza di formare dei “cittadini digitali” consapevoli e responsabili. Citando lo storico Harari si domandano se “l’essere umano abbia la resistenza emotiva e mentale” per affrontare i cambiamenti così veloci richiesti dalla quarta rivoluzione industriale e forniscono anche degli scenari possibili.

Leggi un estratto di La nuova civiltà digitale.

Ritorno in edicola

Ammetto che questa fase di sospensione e di “costanti rumori di notizie” ha accentuato ancora di più il bisogno di tornare in edicola per informarmi. Incoraggio spesso chi lavora prevalentemente con vari device digitali a farlo.

Perché?

Rispetto alla lettura online, la lettura sul cartaceo risulta più rilassante e piacevole, consente di selezionare e filtrare più facilmente le informazioni, incoraggia una propensione maggiore all’approfondimento.

L’esperienza digitale, invece, è spesso superficiale, frammentata da innumerevoli link, banner pubblicitari e altro.

Andare in edicola per comprare delle riviste risulta anche un modo per soddisfare il bisogno di esplorazione e di bellezza, per esempio attraverso le riviste di design o di viaggi. Sfogliare e leggere quelle pagine è molto più soddisfacente e ispirazionale rispetto allo scrolling di Instagram o Pinterest. 

Allora perché non lo facciamo?

Sarà che siamo diventati più pigri e/o non abbiamo tempo? In fondo perché fare lo sforzo di andare a comprare una rivista se online posso trovare tutto ciò di cui ho bisogno? 

Forse perché il modo in cui viviamo ci sta totalmente disabituando a questa pratica? Forse perché è apparentemente gratis? In realtà i nostri dati e la nostra attenzione non lo sono.

Forse perché l’ambiente che respiriamo non lo incoraggia abbastanza? Forse perché non vogliamo accumulare carta?

Le motivazioni possono essere molteplici e riconosco di aver frequentato davvero poco le edicole per qualche anno.

Modalità “aereo”

Ho fatto uno step “indietro” quando ho osservato che le due esperienze non erano minimamente equiparabili per il mio cervello bisognoso di calma e di stimoli allo stesso tempo, di informazioni accurate e di immagini in grado di farmi sognare.

Hai presente l’esperienza di lettura in modalità aereo tra le nuvole o anche in treno? Mi riferisco a un tipo di quiete (almeno per chi non soffre di mal di viaggio) che permette di avere le migliori “illuminazioni” semplicemente sfogliando riviste di compagnie aeree.

E allora in attesa del prossimo volo o treno, io torno almeno in edicola (e in libreria).

Se ti è piaciuto questo articolo leggi anche “Perché non riesco a concentrarmi nella lettura”.

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