“Ho molto più tempo libero, ma leggo poco. Ci provo, ma mi distraggo continuamente e alla fine uso il telefono più del solito”. 

Se ti riconosci in queste righe, ti sarai sentito/a dire che è normale. 

Il nostro livello di attenzione in questo periodo tende ad essere più basso del solito. E’ come se vivessimo in uno stato di allerta costante che non dipende solo da stimoli esterni (notizie, rumori, notifiche varie che provengono dallo smartphone). 

Quello che succede è che spesso si tenta di rispondere allo stato interiore di allerta (quel mix di ansia, incertezza) usando proprio quello smartphone o altri dispositivi che sembrano le migliori finestre sul mondo in grado di farci distrarre.

E allora ci si imbatte in numerosi contenuti, argomenti, link, chat che se da un lato nutrono il nostro bisogno di novità/esplorazione/socialità, dall’altro ci tolgono la capacità di focalizzarci, di calmare la mente, di pensare in modo più profondo e anche di leggere.

L’abilità di destreggiarci tra numerosi link del resto appartiene al multitasking.

Perché leggere nell’era del multitasking?

Qualcuno l’ha osannato fino alla nausea nel decennio precedente, ma oggi sappiamo che dividere l’attenzione costantemente tra diverse attività equivale a rimanere sempre ad un livello più superficiale che è esattamente il contrario di quella concentrazione profonda che ci serve per leggere attentamente (e non solo).

La capacità di leggere in modo profondo si sviluppa con grandi sforzi nel tempo e spesso l’ambiente gioca un ruolo cruciale.  Come molte abilità, se non allenata, rischia di perdersi.

Leggere permette di sviluppare una serie di processi cognitivi e affettivi dalla memoria all’empatia. Allo stesso tempo regala al nostro cervello piacere e soddisfazione, perché focalizzandoci possiamo “calmare” la mente.

La lettura ci permette di allenare il pensiero critico e se ripensiamo alla storia tutte le grandi innovazioni sono state il frutto della capacità di focalizzarsi – non di essere multitasking – e la lettura ha sempre avuto un ruolo cruciale in questo.

Per maggiori approfondimenti fai riferimento ai ricercatori Maryanne Wolf e Nicholas Carr.

Cosa fare per (ri)cominciare a leggere?

Comincia dall’ambiente

Accertati di leggere in un luogo in cui puoi minimizzare le distrazioni e ti senti ispirata/o. Prova a lasciare lo smartphone in un’altra stanza. Scegli di inserire la lettura in una routine mattutina e/o serale.

Segui piccoli step

Non pretendere di leggere subito Tolstoy o Bauman.

Inizia da libri in grado di richiamare particolarmente la tua attenzione per qualche motivo e/o interessi personali.

Se ti manca terribilmente viaggiare, scegli qualcosa come i reportage di The passenger. Per qualche ora riuscirai davvero a esplorare il mondo.

Evita libri connessi unicamente al lavoro. Ti sembrerà di non staccare mai.

Se proprio non riesci a prendere in mano i libri, (ri)comincia dagli audiolibri. Prova Storytel  o app simili.

Relazioni

Chiedi consiglio agli amici o mentori lettori. Avranno sempre qualche titolo adeguato da suggerirti.

Iscriviti a un club del libro virtuale o organizza degli appuntamenti online con altri amici che vogliono (ri)cominciare a leggere. Sembrerà estremo, ma segue il principio delle biblioteche. A volte hai bisogno di “circondarti” di altri lettori per aumentare la motivazione.


Se leggere ti sembra ancora troppo difficile, contattami per un incontro conoscitivo. 


Leave A Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *