In un recente articolo dell’ Huffington Post si parla di diritto alla disconnessione e di altri numeri della pandemia, quelli di Millennial e Gen Z che lasciano un lavoro per questioni relative alla salute mentale. 

La storia di Giacomo

Giacomo ha 36 anni, lavora come sviluppatore in aziende tech da qualche anno e ha da poco lasciato il suo ultimo lavoro per forte stress e mancanza di soddisfazione.

Ha avuto diverse crisi nel corso della sua carriera, ma attraverso un percorso di coaching ha maturato una certa consapevolezza rispetto alle sue attuali priorità e valori. 

Cosciente delle opportunità in forte crescita di lavori totalmente da remoto per il suo ruolo, si è allora chiesto: “e se cercassi il mio prossimo lavoro in modalità “remote” vivendo al mare in Spagna”?

In questo periodo i media stanno mettendo in risalto la decisione di alcune aziende Tech di consentire il lavoro da remoto a livello permanente.

Pensiamo, per esempio, all’annuncio della policy “Work from Anywhere” di Spotify che puoi leggere qui

Ho sperimentato questa modalità di lavoro alla fine del 2016 e attualmente ho spesso a che fare con clienti o amici che lavorano da remoto, persino con diversi fusi orari. 

Di fronte al desiderio di Giacomo, però, ci siamo detti: “proviamo a stilare una lista di possibili vantaggi e svantaggi cercando di mettere da parte l’entusiasmo che si crea rispetto all’aspettativa di immensa libertà”?

I vantaggi

Partendo dai vantaggi, abbiamo individuato:

  • Livello maggiore di produttività
  • Senso di benessere e soddisfazione
  • Più tempo per la famiglia, la vita privata e altri progetti (work life balance)
  • Minore tempo per raggiungere il luogo di lavoro
  • Possibilità di lavorare per aziende in città diverse o paesi stranieri senza doversi trasferire 
  • Vantaggi in termini economici se si lavora, per esempio, per aziende anglosassoni vivendo in luoghi con un costo della vita più basso.

Gli svantaggi

Nel mappare gli svantaggi abbiamo considerato:

  • Ridotta interazione con i colleghi e possibile senso di isolamento. Se da un lato i colleghi possono essere una fonte di distrazione, dall’altro inevitabilmente possono essere fonte di benessere in caso di relazioni positive
  • Paletti e confini non sempre chiari e possibili difficoltà nel disconnettersi veramente. Avere un equilibrio tra lavoro e vita privata, soprattutto se si lavora da casa, potrebbe essere particolarmente difficile. Si potrebbe entrare nel circolo vizioso di una cultura “always on”. Questo dipenderà certamente da altri fattori (come il diritto alla disconnessione, la cultura aziendale o lo stile manageriale), ma il rischio è significativo.
  • Differenze culturali e di valori. Se la distanza e il fuso orario non rappresentano un problema, bisogna considerare sempre il fattore culturale. Potrebbe risultare difficile lavorare in un contesto che non si comprende o non si apprezza, perché poco in linea con i propri valori.
  • Possibili problemi relativi alla connessione e questioni IT che rientrano nelle responsabilità del singolo.
  • A volte il supporto emotivo del team a distanza può essere più difficile che dal vivo.

Altri fattori

Abbiamo anche considerato fattori come la personalità o le risorse personali. Una persona estremamente estroversa farà sicuramente più fatica a gestire il fattore isolamento, ad esempio, e dovrà avere una forte rete relazionale con ui condividere i momenti di pausa.

Avere una casa spaziosa e con uno studio avrà certamente un impatto sul benessere complessivo, soprattutto a lungo termine. 

Inoltre sarà fondamentale avere un buon feeling con il team, accertarsi che lo stile del management sia basato sulla fiducia.

Infine bisognerà riflettere anche sulle questioni contrattuali. Si potrà ottenere un contratto nel paese in si vive, perché la compagnia ha una sede o si verrà assunti in modalità “contractor” (lavoratore autonomo)? Sarà necessario aprire una partita iva?

Conclusioni

La lista degli svantaggi e dei punti da considerare potrebbe aver scoraggiato Giacomo in un primo momento, ma attualmente è pienamente concentrato nella ricerca del suo prossimo lavoro rigorosamente da remoto. 

Vuoi sapere se troverà effettivamente lavoro, quali considerazioni farà lungo il cammino e come avverrà il suo “onboarding”?

Te ne parlerò in uno dei prossimi post. 

Se anche tu stai riflettendo sulla possibilità di trovare un lavoro completamente da remoto per svariate ragioni e hai bisogno di maggiore chiarezza, prenota un incontro informativo.

Leggi anche come la tecnologia ha a che fare con il work-life balance.

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