Febbraio 2020

Succede che mentre guardi l’agenda pensi agli amici che verranno a trovarti presto dall’estero, pensi alle cose che potresti fare con loro, ai ristoranti in cui andare, alle mostre più interessanti e alle gite fuori porta. Pensi alla famiglia che si riunirà a Pasqua, ai matrimoni imminenti di quegli amici dell’università, ai mille progetti ed eventi che hai pianificato da mesi…

I giorni trascorrono e realizzi che non puoi permetterti di farlo, perché sta accadendo qualcosa che è completamente fuori dal tuo controllo. Infatti quei piani vengono cancellati o nei casi più felici rinviati.

Marzo 2020

Succede che vivi un’emergenza internazionale e quello che devi fare è chiudere la porta, disinfettarla e imparare a trovare una dimensione domestica di “self care”, libri, serie tv, ma soprattutto di grande cura per la collettività.

Da Taiwan al Brasile ti scrivono “take care”, “toma cuidado” e tu inizi a scrivere agli amici sparsi nel mondo di stare attenti, perché da un giorno all’altro cambia tutto.

E in questa dimensione di fragilità umana, forse la gratitudine è anche questa: poter smettere di dare per scontato che abbiamo tutto il tempo per vederci, viverci, tutta la libertà di fare cose, di muoverci da un paese all’altro…

Forse siamo connessi alla rete e ci aggrappiamo a lei per (soprav)vivere, ma non abbiamo mai avuto così tanta voglia di abbracci e di sguardi.

Intanto fuori il sole splende, è primavera ed io ho ripreso a scrivere. 

Dicevano che la pausa e la possibilità di sperimentare la noia avrebbero riacceso la creatività…

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