La cultura dell’essere sempre sul pezzo o “alwasy on” può essere del tutto normalizzata in certi ambienti di lavoro, soprattutto quando si lavora da remoto.

Essere sempre online costituisce una sorta di norma implicita.

Cosa succede, però, quando si desidera staccare? Cosa succede quando disconnettersi diventa un lusso persino nei momenti di pausa?

Cultura “always on”: il caso di Gloria

Gloria ha 33 anni e lavora come project manager in progetti digitali all’interno di una banca.

Dopo qualche anno di esperienza, è consapevole di fare un ottimo lavoro. Di recente, però, ha iniziato un nuovo lavoro spinta dal desiderio di accettare una nuova sfida.

Essere nuova, per Gloria, significa anche dover dimostrare di esserci sempre e quindi di rispondere velocemente alle richieste di capi e colleghi.

A quanto pare, però, nel nuovo contesto ricevere email a tutte le ore del giorno è la norma e si creano circoli viziosi per cui le persone si sentono costrette a soddisfare l’aspettativa di rispondere quanto prima, anche di sera tardi e nel weekend.

Uno degli effetti maggiori di questa cultura per Gloria è la sensazione di essere sempre sopraffatta, di andare in sovraccarico cognitivo e di non avere tempo per il lavoro concentrato, (il deep work).

Evitare il sovraccarico cognitivo

Ti ho parlato di sovraccarico cognitivo in questo post.

Quando ho chiesto a Gloria cosa potrebbe fare per prendersi delle pause ed evitare il sovraccarico cognitivo a fine giornata, ha visualizzato una serie di opzioni concrete.

“Potrei leggere un libro o ascoltare un podcast, potrei fare una passeggiata al parco vicino casa e potrei telefonare a delle amiche, avere delle conversazioni più profonde invece che scrivere messaggi.. Potrei anche dedicarmi a qualche attività manuale”.

Nel corso della conversazione, Gloria ha riflettuto sul ruolo dello smartphone, quel dispositivo che porta ovunque e che le ricorda di dover rimanere sempre “in allerta”.

Il paradosso è che spesso Gloria tenta di fuggire da un disagio di stanchezza mentale continuando a consumare passivamente contenuti su internet ed entrando in una sorta di loop di non staccare mai.

Cosa desideri maggiormente dal tuo lavoro?

“Vorrei avere più tempo libero per me e per le persone che amo”.

Avere tempo in questo momento sembra essere la vera priorità di Gloria, non un ruolo con maggiori responsabilità, uno stipendio più alto o altro.

Conclusioni

Ti sei riconosciuta/o nella storia di Gloria?

Non esiste una formula magica per cambiare la cultura del posto in cui lavori, ma puoi focalizzarti pienamente sui tuoi valori, imparare a riconoscere quello che per te è importante e fare delle scelte di conseguenza.

Potresti trovare il modo di cambiare ruolo o team, o potresti decidere di cambiare azienda con un piano specifico di azione.

Hai bisogno di creare il tuo piano di azione, ma non sai da dove cominciare?

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Se questo articolo ti è piaciuto leggi anche Millennial Burnout e Come evitare il sovraccarico cognitivo.

Per approfondire: Come diventare indistraibili, Nir Eyal (2019).

Foto di Victoria Heath su Unsplash 

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