Quando ho avuto una crisi da burnout tra fine 2017 e 2018, la mia psicoanalista mi disse che dovevo imparare a “NON fare”.
Rimasi in silenzio per qualche istante.
La spinta all’azione era certamente un mio tratto di personalità e l’ambiente aveva influito non poco. Nell’arco della mia vita mi era stato detto che dovevo fare, strafare, essere intraprendente, buttarmi a capofitto.

Cosa vuol dire non fare in una società così improntata all’azione e alla performance?

Ci vollero mesi per capire che la noia, il riposo e la disconnessione erano altrettanto necessari per partorire nuove idee e rimanere mentalmente sana. Credo che questa scoperta abbia profondamente influenzato la mia scelta di specializzarmi in un coaching orientato al benessere digitale.

La paralisi

Esiste, però, anche il blocco della paralisi.
La paralisi può avvenire in seguito ad un trauma, al fallimento, alle delusioni, o può essere il riflesso di una personale attitudine.
La paralisi diventa l’attesa che sia qualcun altro a dover agire per noi: un’azienda, un membro della famiglia, un partner, lo stato.

Insomma la paralisi può essere una questione davvero molto complessa e personale che non voglio banalizzare.

Paralisi dell’analisi e dell’azione

Esiste poi la paralisi dell’analisi. In questo caso il processo decisionale è paralizzato in quanto analizziamo eccessivamente la quantità di informazioni disponibili.

La paralisi dell’analisi può essere facilmente collegata al sovraccarico cognitivo e può essere influenzata dalle nostre abitudini digitali. Di questo aspetto specifico ti parlerò in un prossimo post.

La paralisi dell’analisi si manifesta quando non riusciamo a scegliere tra le apparenti infinite opzioni. A volte può influenzare terribilmente le nostre carriere, perché le molteplici opzioni finiscono paradossalmente per bloccarci rimanendo nello status quo.

La non scelta

Succede di avere l’ansia di dover prendere la migliore delle decisioni possibili e nel frattempo si rimane fermi e semplicemente non si sceglie.

La non scelta diventa allora una scelta, ma nel frattempo il tempo passa.

Cosa fare per superare il blocco?

Si può procedere limitando le scelte.
Diversi ricercatori hanno dimostrato il paradosso della scelta: troppe opzioni sono decisamente negative per il nostro cervello.
Si può anche ragionare in termini di decisioni reversibili e irreversibili.
In questo caso diventa cruciale distinguerle.
Le decisioni reversibili possono essere riviste, mentre le irreversibili segnano un punto di non ritorno.
Ecco perché le decisioni irreversibili dovrebbero essere prese in momenti di estrema lucidità e chiarezza.
Il lavoro è una scelta reversibile?
In generale un lavoro si può cambiare e dovremmo vedere la scelta come un qualcosa di reversibile, ma questo dipende anche da una serie di altri fattori: dove abito, quanti anni di esperienza ho, che tipo di formazione ho, il settore, la flessibilità per muovermi.

L’azione

Se stai attraversando un periodo di forte stress, riposati il più possibile e sii gentile con te stesso/a. Se hai già superato la fase di riposo, l’azione sarà nuovamente necessaria.

Azione significa semplicemente tentare a volte.
Nel caso della ricerca di un lavoro, per esempio, può significare tentare dei processi selettivi e prendere delle decisioni di conseguenza.
Potresti decidere di provare persino quel processo che non ti convince tantissimo, perché affacciandoti alla possibilità concreta capiresti che non è il tuo posto.
Potresti anche decidere di optare per un grande cambiamento di vita e questo potrebbe richiedere molto più tempo, ma intanto puoi chiederti: di cosa ho bisogno per riuscirci?
Quali sono i singoli step per arrivare all’obiettivo finale?
Se ti sembra complicato (e lo è), scegli di farti aiutare da qualcuno, ma non procrastinare troppo.

Ho creato il percorso beija-flor, perché in passato ne avrei beneficiato per prendere decisioni più sagge e specificamente per te che hai bisogno di prendere decisioni e di agire.
Beija-flor in portoghese vuol dire colibrì. E’ un uccello veloce, rappresenta la celebrazione della vita, l’allegria. Puoi leggerlo nei dettagli qui.
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Foto di Geoffrey Baumbach su Unsplash

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