Qualche anno fa non avevo consapevolezza del tempo che trascorrevo distratta da notifiche superflue, iscrizioni a newsletter, contenuti che non avevano alcun valore personale o professionale per me sui social media.
Ignoravo persino l’idea che quei contenuti (in particolari momenti della giornata) potessero influenzare il mio umore, le mie scelte e in generale la qualità del mio tempo.
L’abbondanza di informazioni usando lo smartphone era la mia normalità.

Ho cominciato ad essere un po’ più consapevole quando la mia mente non riusciva più a concentrarsi pienamente in compiti o scelte che richiedevano sforzi non indifferenti.

Il “cognitive overload” (sovraccarico cognitivo) a volte mi ha persino spinto a fare delle scelte un po’ impulsive e poco lungimiranti.

Il sovraccarico cognitivo

“A volte ho la sensazione che la mia testa sia un computer con troppe finestre aperte. Troppa confusione sul desktop. C’è una metaforica rotellina arcobaleno che gira dentro di me. Che mi mette fuori uso. Se solo riuscissi a trovare il modo di chiudere qualche finestra, di trascinare un po’ di file inutili nel cestino, allora starei bene. Come faccio a impedire alla mia mente di andare in sovraccarico, quando è il mondo a essere in sovraccarico?”
(“Vita su un pianeta nervoso”, Matt Haig, 2019)

L’abbondanza di informazioni online è spesso collegata alla possibilità di fare ricerche senza fine, di fare scrolling, di continuare a leggere le notizie.
Pensiamo banalmente alla ricerca di un ristorante in una grande città senza mettere specifici filtri, alla ricerca di potenziali partner su una app di dating o ad una lista di articoli similissimi sui diversi e-commerce.

Il sovraccarico cognitivo si collega all’attenzione frammentata e al multitasking.

Il sovraccarico cognitivo e l’attenzione frammentata possono spingerci a mettere nel carrello di un e-commerce un libro che abbiamo già, ma se ci spingessero anche a scegliere per il nostro futuro?


Scegliere significa essere liberi, certo, ma cosa significa scegliere tra apparenti infinite opzioni?
Come gestire il nostro limitato tempo, la nostra limitatissima attenzione rispetto alle infinite possibilità di internet?

La settimana scorsa ti ho parlato della paralisi dell’azione e del paradosso della scelta qui.
Se troppe opzioni sono decisamente negative per il nostro cervello, come facciamo a indirizzarci verso la scelta giusta?
Potrebbero entrare in ballo i controversi algoritmi, potremmo affidarci al consiglio di un parente, partner, amica, psicologa, coach.
Di recente, ho ascoltato in un video di Esther Perel che la cosa giusta è quella che ci permette di scrivere una storia, anche editandola.
Era in riferimento alla scelta del partner, ma se lo fosse anche per il resto?

Sovraccarico cognitivo e personalità

Il sovraccarico cognitivo è tollerato in modo diverso da ognuno di noi.
Ci sono tipi di personalità che soffrono di più questa molteplicità di stimoli e devono necessariamente sviluppare delle tecniche difensive per evitare una stanchezza eccessiva.
I soggetti ipersensibili, per esempio, sono molto più inclini al sovraccarico cognitivo e di conseguenza a una certa fatica cognitiva. Sarà quindi fondamentale stabilire paletti e confini più netti.
Paradossalmente questi soggetti trovano anche particolarmente appagante la ricerca esplorativa.

Cosa fare per evitare il sovraccarico cognitivo?

1 Evita news, social media e stimoli digitali soprattutto all’inizio e alla fine della giornata. Se hai lo smartphone sul comodino, prenderlo in mano e riempirti di stimoli al risveglio e prima di dormire sarà un atto estremamente naturale e inconsapevole.
Per evitare la tentazione, a volte bisogna eliminarla. Banalmente non vedere lo smartphone accanto è il modo migliore per non toccarlo.
Ti parlo delle buone ragioni per non dormire con lo smartphone qui.

2 Rimuovi. Rimuovi le notifiche, le app che non usi più, le app che utilizzi eccessivamente e che ti tolgono troppo tempo.
Tu sei l’unica persona in grado di sapere cosa ti toglie energie, cosa ti serve per rimanere in contatto, cosa ti dà gioia.
Ognuno di noi conosce le proprie debolezze e le proprie ragioni per utilizzare una app o un social network. La rimozione di potenziali stimoli intrusivi ti aiuterà a liberare la mente.

3 Sostituisci. A volte non basta rimuovere la tentazione, bisogna sostituirla con altro.
Se porti in bagno una rivista invece del cellulare, è più probabile che tu legga.
Allo stesso modo se hai dei libri o un kindle sul comodino, è più facile che tu prenda l’abitudine di leggere.
A me piace avere anche una piccola agenda cartacea sul comodino, perché a volte prima di addormentarmi mi vengono le idee migliori e scriverle sulla carta mi aiuta a non perderle.
Qualche anno fa utilizzavo le note del cellulare, ma puntualmente mi ritrovavo a controllare mail o altro prima di chiudere gli occhi e il mio sonno ne risentiva.
A volte mi svegliavo nel cuore della notte pensando a delle scadenze e incombenze che avrei dovuto affrontare il giorno dopo innescando un meccanismo di ansia anticipatoria.
Ovviamente la mattina seguente ero già “sovraccarica”.

4 Momenti di (vera) pausa. Se hai la sensazione che la tua testa sia come un computer con tutte le finestre, come nella citazione sopra, chiudi tutto per qualche minuto e concediti una piena disconnessione. E’ banale, ma funziona.

Se trascorri la maggior parte delle tue giornate davanti a uno schermo (magari a casa) e ti sembra di non avere più un equilibrio, contattami per migliorare subito la qualità della “nuova normalità”.

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Foto di Maxim Ilyahov su Unsplash

Fonti: Vita su un pianeta nervoso, Matt Haig, 2019
Minimalismo digitale, Cal Newport, 2019
Thrill: the high sensation seeking highly sensitive person, Tracy M. Cooper, 2016

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