“I miei figli trascorrono giornate intere davanti agli screen tra tablet, computer e cellulare. Non posso fare nulla per impedirlo. Devono seguire le lezioni online e poi hanno bisogno di svagarsi, dato che non possono uscire”. 

Molti genitori potranno identificarsi o simpatizzare con Anna, la mamma che ha molte difficoltà a gestire con equilibrio il tempo online dei figli durante la quarantena. Come darle torto?

Le scuole in Italia sono chiuse da settimane, molti genitori (se fortunati) lavorano da casa, i nonni sono a loro volta in quarantena e il lockdown totale ci costringe a una convivenza h24 con la costante necessità di dover riempire il tempo e/o di essere creativi ogni giorno.

I dati sull’aumento dell’uso degli screen in Italia (e non solo), soprattutto da parte dei bambini, parlano chiaro.

Risale al 13 marzo il primo report di Qustodio, app leader per il controllo genitoriale e la sicurezza su internet, secondo cui il tempo trascorso online da parte dei bambini durante la quarantena sarebbe aumentato del 71% nel nostro paese rispetto alle settimane precedenti e secondo un report del 1 aprile in Italia l’e-learning sarebbe cresciuto complessivamente del 160%.

Le attività scolastiche proseguono online con grande impegno e tenacia da parte di tutti, ma quanto del tempo online può essere considerato di qualità e dedicato ad attività didattiche, educative o comunque positive per i bambini?

Una delle maggiori preoccupazioni riguarda certamente le possibili cattive abitudini, perché se i bambini vengono lasciati di fronte a piattaforme online senza una routine consapevole e guidata dagli adulti, sarà più difficile in seguito rieducarli a una situazione di normalità ed equilibrio.

E allora che fare dal punto di vista del benessere digitale?

1. Imitazione

I bambini osservano i propri genitori ed è fondamentale fornire dei buoni esempi non contraddittori. E allora, per esempio, se si chiede di non avere i dispositivi digitali durante i pasti o la sera prima di andare a letto, bisognerà cercare di fare altrettanto. 

2. Routine e attività online

Oltre alle lezioni scolastiche organizzate, ben vengano attività extrascolastiche (anche di gruppo): da inglese a spagnolo, da pianoforte a yoga. Superare l’isolamento attraverso delle video chiamate con amici, favorite dai genitori nel caso dei più piccoli, è altrettanto importante. 

3. Social Network

I Social network, mai come in questo momento storico, sono una giungla in cui ci si può perdere con il rischio di entrare in un loop continuo di sovrastimolazione. Imparare ad essere selettivi e a dosarli in modo adeguato con limiti chiari in base alla fascia d’età è fondamentale.

Mai perdere di vista la sicurezza in rete! Ad esempio, si può privilegiare l’uso di YouTube kids creando account personalizzati in base all’età, invece che lasciare usare l’account del genitore che sarà sicuramente esposto a contenuti più adulti e a pubblicità targhettizzate.

In generale è una buona pratica conoscere gli “idoli” dei figli, guardare insieme qualche contenuto ed avere delle conversazioni a riguardo.

Abituare i bambini alla gratificazione istantanea del web o al meccanismo della “riproduzione automatica del prossimo video” su YouTube non li prepara alla costanza e al duro lavoro che necessitano lo studio, lo sport, la vita.

Inoltre passare da un ruolo prettamente passivo (per esempio nel consumo di video-gaming) ad uno più attivo può aiutare il bambino più grande a sviluppare delle competenze.  E’ il caso, per esempio, di chi comincia a creare/editare piccoli video.

4. Creatività offline

Giochi da tavolo, colori, acquerelli, matite, puzzle, sono solo alcuni esempi di attività offline da coltivare e incentivare a casa.

Gli studi sull’attenzione dimostrano che la sola presenza di dispositivi digitali distrae, rende più vulnerabili e ansiosi. Sostituirli spesso con dei libri cartacei adeguati all’età aiuterà a sviluppare la concentrazione, l’empatia e altre competenze cognitive fondamentali. 

Anche la noia svolge un ruolo fondamentale per il benessere del bambino.

L’educazione al benessere digitale richiede sicuramente sforzi, tempo e pazienza, ma se non ora quando?

1 Comment

  1. Sarah Williams Maggio 30, 2021 at 7:26 am

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