“.. Ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quiete io nel pensier mi fingo” (G. Leopardi)

I girasoli e i colori di inizio estate dominano sulle colline marchigiane.

Si respira lentezza, quiete, voglia di rinascita.

L’ambiente favorisce particolarmente una condizione di distacco dal digitale.

Il digital detox in terra leopardiana non è stato radicale. A volte ho usato il GPS, in alcuni momenti specifici della giornata mi sono connessa a whatsapp, ho fatto delle veloci telefonate e (poche) foto, ma non ho usato altre app o controllato la mail. 

Tuttavia, in soli tre giorni, ho potuto riscontrare dei benefici immediati per il mio corpo e la mia mente inquieta.

Per questo ho deciso di riassumerli in questo articolo.

Essere presente

“Non è in nessun luogo chi è in ogni luogo” (Seneca)

Ti è mai capitato di essere in un luogo e di sentirti costantemente con la testa altrove?

Succede spesso quando siamo fisicamente in un posto e permettiamo a degli stimoli esterni (per esempio email, notifiche di app) di catapultarci da qualche parte allontanandoci dal presente.

In alcuni casi gli input potranno generare sentimenti positivi (per esempio ricevendo il messaggio di un caro amico) o indifferenza, ma ci sono circostanze in cui potrebbero far scattare una sorta di campanello di allarme. 

“Devo assolutamente leggere e rispondere a questa email, perché potrebbe essere urgente”.

Nei giorni di detox ero pienamente presente: il corpo e la mente erano esattamente dove dovevano essere.

Riconnettersi alla natura

“Il mare è la mia patria, la patria dei liberi” (G. D’annunzio)

Riconnettermi alla natura è stata una delle priorità post lockdown, ma finalmente ho avuto l’occasione di immergermi anche in acqua.

Da sempre il mare è il luogo in cui mi calmo, mi ricarico e ho una piena consapevolezza del corpo.

La “vitamin Sea” nutre il cervello e il corpo. Per approfondire guarda questo video .

Arte, fotografia e memoria

Ho avuto l’occasione di visitare la casa di Leopardi, incluse le stanze private aperte da pochi giorni per la prima volta.

Il divieto di fotografare e di usare lo smartphone mi hanno permesso di focalizzarmi molto di più sui dettagli e di seguire con attenzione le spiegazioni della guida.

Avere un ricordo fotografico dei luoghi che visitiamo rappresenta la normalità oggigiorno, ma siamo certi che sia sempre un bene per la nostra memoria?

Le neuroscienze sembrano dimostrare il contrario. 

Mangiare per sentire il gusto

L’estetica del cibo, i media, le fotocamere dei nostri smartphone incentivano non poco l’abitudine di fotografare il cibo prima di mangiare.

E’ decisamente naturale e facile essere un po’ “foodporn addicted”.

In questi giorni, però, ho deciso di mangiare sempre senza il filtro di una fotocamera.

Dopo giornate intense desideravo solo sedermi e godermi il gusto del cibo al 100%.

Dolce dormire

Dopo 4 mesi ho dormito benissimo e senza alcun bisogno di camomilla. 

Il mio corpo era naturalmente stanco, mentre il mio spirito si sentiva energico.

Produttività

E’ difficile misurare la produttività a distanza di pochi giorni. Oggi osservo che il mio livello di energia sembra aumentato.

Durante il detox non ho smesso di pensare a una serie di questioni lasciate in sospeso nei giorni precedenti, ma avere un pieno distacco dalla routine mi ha permesso di vedere soluzioni più creative.

Ho l’impressione che le idee fluiscano più velocemente.

 

Conclusioni

Forse sembrerà un paradosso parlare di digital detox in un momento storico in cui sentiamo particolarmente forte il bisogno di rimanere connessi.

Se hai trascorso gli ultimi mesi con la sensazione di “overdose digitale” dopo giornate intere su zoom, però, potresti trarne enorme beneficio.

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  1. Pingback: Non ho tempo, ma procrastino. - Minimalista Digitale - Roberta Messuti Digital Career Coach

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